venerdì 12 dicembre 2008

Barack Obama e la sostenibilità: Global Climate Summit:

Barack Obama al GLOBAL CLIMATE SUMMIT di Los Angeles il 17 novembre dice:

" Few challanges facing America and the world are more urgent than combating climate change" and " we have seen business, doing their part by investing in clean energy technologies".

L'associazione SOSLOG www.sos-logistica.org, che ho co-fondato, ha una missione che ora è ....anche spinta e condivisa dal Presidente degli Stati Uniti !

Investire sul clima, investire sulle energie rinnovabili, investire sullo sviluppo prodotti meno energivori e più riciclabili: significa fare innovazione !

sabato 14 giugno 2008

Living Lab: l'open innovation coinvolge i cittadini e le PMI

L'idea di "Living Lab" è stata sviluppata dal prof. William Mitchell (MIT Media Lab and School of Architecture) ed ha trovato in Europa un fertile campo di sperimentazione.

In che cosa consiste un Living Lab ? Attraverso metodi di ricerca sul campo che hanno al centro l'UTILIZZATORE si studiano e si sviluppano prototipi nel mondo reale (di servizi, ad esempio) e si valutano diverse soluzioni. I cittadini sono coinvolti in processi creativi: alcune frasi che lo esprimono bene sono: " democratizzare lo sviluppo" e "liberare la creatività".

L'Unione europea, sotto la guida della presidenza finlandese, ha promosso lo sviluppo di progetti in diverse città europee (Helsinki, Stockholm/Kista, Copenhagen, Barcelona and Amsterdam) ed ha favorito la creazione di un "network" di Living Lab per lo scambio delle esperienze.

I Living LAB possono essere considerati veri e propri percorsi di OPEN INNOVATION, con una forte caratterizzazione di partecipazione di cittadini e di imprese, specie le piccole-medie imprese, e della pubblica amministrazione.

venerdì 13 giugno 2008

Social network XING per OPEN INNOVATION


Sto facendo una interessante esperienza di "social network" in XING, dove ho avviato un Gruppo che scambia informazioni, esperienze, valutazioni sul tema della OPEN INNOVATION.
Ho già osservato diversi fenomeni che mi stanno facendo vedere le differenze culturali che ci sono anche nel mondo virtuale e sono significative.
La prima è che ci sono culture molto reattive, sempre in ascolto di ciò che succede in rete. Sapete quali sono stati i primi partecipanti a questo gruppo ? Indiani, americani, tedeschi. E quali sono stati quelli più lenti ad iscriversi e meno "ciarlieri": gli italiani.
Non sono affatto sorpreso.

Perchè i social network ci possono aiutare a "ribilanciare" le asimmetrie informative ? Perchè mettono subito in azione l'intelligenza collettiva, che apporta informazione utile, che seleziona notizie interessanti-senza censura, toglie il rumore, permette il confronto e l'eliminazione rapida della manipolazione. Ad esempio una partecipante tedesca ha fornito riferimenti e commenti su di una iniziativa europea di cui non avevo conoscenza: i "LIVING LABS", laboratori urbani di co-design di soluzioni innovative con la partecipazione di cittadini, piccole imprese, ricercatori, innovatori.

Frequentiamo ed attiviamo social networks, ci aiuteranno per aprire o ri-aprire la strada della democrazia partecipata.

sabato 24 maggio 2008

Esperienza del consumatore ed accesso globale alle risorse: le chiavi dell'innovazione secondo C.K. Prahalad

C.K. Prahalad è professore alla Università del Michigan. Il suo ultimo libro "The new age of Innovation: driving co-created value through global networks" esprime due idee. La prima, sintetizzata dalla formula N=1, dice che il valore è basato sulla unica e personalizzata ESPERIENZA del consumatore; la seconda dice che nessuna azienda può sperare di soddisfare le aspettative differenziate dei consumatori da sola ma accedendo alle risorse mondiali di competenze ed innovazione, accedendo cioè ad un ECOSISTEMA globale.

sabato 10 maggio 2008

Stai creando una connessione con il CLIENTE ?


E’ la traduzione italiana dello slogan “are you connecting with customers?” di un’azienda americana, la Strategyn, che è leader nel proporre metodologie che aiutano le imprese a strutturare il processo dell’innovazione, trasformandolo da “non strutturato” a disciplina fondata su regole e misurata con indicatori.

Nella metodologia proposta da Strategyn c’è una fase cruciale, quella della “cattura” di input dai Clienti. E questa cattura si può fare in modo tradizionale, con un adeguato “ascolto” (esempio: focus group) o seguendo il nuovo paradigma dell’open innovation e quindi coinvolgendo, “connettendosi” al Cliente.

E’ interessante citare, su questo tema, il pensiero di due centri di eccellenza USA e cioè la Sloan ed Harvard che parlano attraverso le loro riviste.

Sloan dice che nel 95% delle aziende intervistate, in una ricerca sulla “voce del consumatore”, NON c’è una condivisione su ciò che sono le esigenze del CLIENTE. E per superare questa debolezza la Sloan sta sviluppando nuovi metodi per “catturare” le esigenze.

Harvard sviluppa il concetto ed il modello organizzativo della innovazione “centrata sul Cliente” (the customer centered innovation map”). Si tratta di osservare e capire (“mapping”) quale sia il processo attraverso il quale il Cliente raggiunge i suoi obiettivi e da questi, in stretta collaborazione col Cliente, catturare le buone idee. E’ la fine delle interviste ai Clienti, considerate sempre più inutili se non fuorvianti.

Il caso eccellente di questo nuovo approccio “open innovation “ è LEGO che nel 2004 lanciò una campagna per coinvolgere gli utilizzatori dei suoi prodotti “robot”. In 10.000 risposero dando la disponibilità. Furono scelti 100 utenti/clienti che parteciparono alla progettazione di una nuova gamma di robots innovativi e nacque così “Mindstorm” (vedi filmati), linea di prodotto di gran successo commerciale.


sabato 15 marzo 2008

I "broker": nuovi stakeholder dell'innovazione

Potete vedere nel video l'inventore del termine "open innovation": Henry Chesbrough. Presenta quattro casi molto interessanti di open innovation: tutte queste aziende hanno utilizzato dei broker dell'innovazione per "catturare le idee dal mondo" o per vendere sul mercato il loro know-how e le loro soluzioni ad altre aziende che praticavano open innovation.

Oggi i Broker più importanti nel mondo sono quattro, ognuno con una propria caratterizzazione.

Ninesigma è il broker ortodosso perchè mette in contatto aziende che sono in grado di definire i requisiti dell'innovazione con i ricercatori di tutto il mondo; il loro modello è assolutamente innovativo e si fonda su elevate competenze interne - dei senior Ph. D. - per aiutare i Clienti a definire le specifiche dei loro problemi di innovazione, e su di una rete mondiale enorme di innovatori e "solution provider" (oltre 3 milioni di soggetti).

Innocentive agisce su comunità di scienziati e ricercatori a cui vengono posti problemi complessi da parte delle aziende.

Yet2.com è un vero e proprio mercato dei brevetti.

Your encore è un contenitore di competenze senior nel campo della R&S.

Una survey dettagliata su questo mondo del brokeraggio e una esplorazione sul mondo dell'open innovation, nelle sue varie forme,si può trovare a questa pagina. E' un mio articolo che presenta il nuovo paradigma ed esplora in dettaglio il nuovo stakeholder, il broker dell'innovazione, ed in particolare il caso NINESIGMA.

Forum PA 2008: l'innovazione in mostra

Il FORUM PA ( 12 - 15 maggio 2008) cambia pelle e diventa il luogo dove l'INNOVAZIONE può mostrarsi, dove gli INNOVATORI possono incontrarsi e fuggire dalla solitudine dell'inventore.

Il video clip che presenta il Forum PA è una trasgressione rispetto alla tradizione.
Il web di Forum PA è diventato 2.0. ed è esemplare. Guardatelo per capire che cosa possa significare una architettura web che sia fondata sulla interazione con l'utilizzatore e che ne raccolga valutazioni e provocazioni.

Qualche idea in azione:

  • il "Cluster degli innovatori" dove l'innovazione può essere mostrata e la finalità è allungare e rafforzare le proprie reti relazionali, ad esempio per avviare progetti comuni, partnership più ampie o semplicemente per nuovi business.

    Esempi di Cluster sono i distretti industriali e della conoscenza che vogliono far conoscere soluzioni e risultati, le aziende in raggruppamenti temporanei per la gestione di un progetto di cui vogliono diffondere gli obiettivi o i risultati, le Associazionisingoli soggetti che vogliono promuovere la cultura ed iniziative di networking all'interno del proprio ambito di riferimento
    nazionali o regionali che vogliono promuovere i propri associati e creare un momento di confronto al proprio interno e con i pubblici di riferimento,

  • il Master diffuso, è un percorso modulare di formazione che i visitatori possono organizzare nei tempi e nelle modalità a loro più opportune su questi temi: Gestione documentale e workflow, Gestione di reti e sistemi IT, Gestione di siti, portali, CRM, Gestione dei patrimoni immobiliari e global service, Strumenti finanziari innovativi

Gianni Dominici è il motore di questa trasformazione. E nella presentazione di "saperi pa" c'è il nuovo senso che l'informazione può esprimere: Le relazioni che ogni anno vengono prodotte durante l’esposizione (solo lo scorso anno circa 1.500), le migliori pratiche presentate, gli articoli della nostra redazione sulle diverse esperienze locali e le videointerviste agli innovatori sono sicuramente un importante patrimonio che merita di essere valorizzato. Lo stiamo cercando di fare utilizzando le tecnologie più avanzate disponibili, rendendo accessibile e restituendo a tutti gli attori coinvolti (relatori, pubblico, ricercatori, studenti, amministratori, aziende) i contenuti che tramite Forum PA vengono prodotti ogni anno.

Innovazione come contaminazione di saperi, come informazione trasparente, come feedback della comunità: questo è quanto, secondo me, si percepisce navigando ed interagendo nel sito.

Al centro c'è l'INNOVAZIONE ma sotto la superficie si vede che al centro ci sono le PERSONE che la producono.

venerdì 14 marzo 2008

TORINO capitale mondiale del Design: kermesse dell'innovazione nel 2008

Torino diventa nel 2008 la capitale mondiale del Design: una kermesse a cui parteciperanno centinaia di migliaia di innovatori, di designer, di architetti. Il programma di eventi è immenso.
Vorrei che fosse un visitatore speciale, Bruce Sterling, a dirci che cosa sia o possa diventare Torino che, a suo dire,
cambia non per una persona ma come fenomeno socio-culturale. Insomma Torino come una città che innova se stessa a tutto campo.

Sterling è convinto che: "Torino ha una
comprovata vocazione a città che riflette e lavora. La città vanta davvero delle scuole formidabili e un'eccezionale cura per i dettagli.Non è una città enorme, non deve mica fare tutti i mestieri del mondo. L'industria automobilistica non è scomparsa, e in più vi sono i settori della governance e dell'istruzione. Avete turismo e cultura, cioccolato e caffè. E anche l'industria alimentare, il modello dell'experience tourism, e la città è il centro della Regione Piemonte.

I torinesi saranno sicuramente all'avanguardia in questo campo, e non è il loro unico pregio.

In realtà gli abitanti della città sono persone molto serie, capaci, estremamente competenti, ingegneri, militari e tecnocrati. Non è verosimile che finiscano tutti a gestire bed and breakfast. Considerata la loro natura, è più probabile invece che si inventino qualcosa.

Sotto molti punti di vista sta cavalcando l'onda. Sarei davvero felice di vederla sbocciare, e diventare ricca, se arrivasse un flusso di gente nuova, se una così piccola regione acquistasse un prestigio globale, se la gente iniziasse a considerarla come la città del design - più che un polo turistico - e un hub animato da una piccola classe creativa, dove l'innovazione è in fase di crescita ed espansione.

Mi sarebbe piaciuto nascere a Torino...come spirito creativo, se fossi italiano e non texano, sarei probabilmente nato a Torino. Non è poi così difficile immaginare un Bruce Sterling torinese: un tizio, italiano, che fa lo scrittore e si interessa di scienza e design, viaggia molto e scrive per i giornali. Questa città mi è congeniale, è il genere di città che dà i natali ad un tipo come me."

Ho trovato molto interessante e coerente con l'idea che ho di INNOVAZIONE il messaggio di Bruce Sterling che considera
l'innovazione come un "hub di persone" che si trova bene nella propria città, città che a sua volta alimenta la creatività e l'innovazione.



giovedì 13 marzo 2008

INNOV-ACTION

"Open innovation" è un nuovo paradigma con tante espressioni e tanti significati. La parola nasce nel 2003 e l'autore è Chesborough che scrive un libro con un titolo che è proprio Open innovation. Se volessimo però individuare una data di nascita del nuovo paradigma ed una persona dovremmo citare l'anno 2000 ed il Presidente di Procter & Gamble Mr. Lafley. E' lui che lancia questa rivoluzione, questa idea di "catturare le idee dal mondo". Le ragioni per questo rinnovato e fortissimo interesse per l'innovazione sono talmente tante che non vorrei qui ed ora aprire una discussione. Ciò che mi interessa mettere a fuoco subito è la centralità della persona nel processo di innovazione. E questa è stata la ragione per ideare e sviluppare il progetto "INNOV-ACTION" di cui vorrei dare qualche informazione.
Intanto il progetto, che oggi è una proposta di metodo ed una offerta sul mercato, nasce dall'incontro di due competenze, quella di Fareimpresa, una micro impresa dedicata all'innovazione ed al mondo digitale, e quella di SCOA, la prima scuola di Coaching in Italia.

Che cos'è Innov-action ? E' un programma di sviluppo di competenze per l'innovazione rivolto alle persone che abbiano l'esigenza di "execution" di un progetto di innovazione. E' un percorso a "spirale" nel senso che il partecipante sperimenta le tre fasi INVENZIONE-SOLUZIONE-ESPRESSIONE che noi riteniamo essere le fasi attraverso le quali l'IDEA ( o invenzione) diventa INNOVAZIONE, cioè prodotto e servizio accettato dal mercato e diffuso sul mercato.

L’innovazione si avvia con l’ideazione, o invenzione di una “buona idea”, per poi affrontare ostacoli e difficoltà di ogni genere durante lo sviluppo, richiedendo forti capacità di problem solving, non solo tecnico, ma anche processuale ed organizzativo. Così l’idea diventa un’”idea forte”. Ed infine per prendere corpo nella realtà deve passare attraverso il coinvolgimento, la partecipazione e la diffusione per conquistare l’adozione da parte del Mercato interno ed esterno all’azienda, ossia degli altri attori organizzativi e dei Clienti a cui è rivolta. Così si giunge a un’”idea viva”.

Nell'allegato il programma INNOV-ACTION viene dettagliato.